
Dopo una prolungata cecità, cosa accade a quella parte del nostro cervello che si occupa di elaborare i segnali visivi? Resta invariata o, piuttosto, si assiste ad una nuova riorganizzazione, finalizzata all'ottimizzazione delle risorse?
La letteratura scientifica ha già dimostrato da tempo che le aree corticali dedicate all'elaborazione degli stimoli visivi, effettivamente, tendono a "riprogrammare se stesse" una volta inattivate, assolvendo a nuove e più utili funzioni, come ad esempio l'elaborazione delle informazioni tattili o uditive: lo ha spiegato Elisa Castaldi dell'Università di Pisa, nell'illustrare i risultati di uno studio recentemente pubblicato da Plos Biology.




