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Categoria: Notizie
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Pubblicato: 03 Ottobre 2013
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I giudici della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo in una foto di alcuni anni fa (FREDERICK FLORIN/AFP/Getty Images)
La Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha condannato la Russia per violazione dei diritti umani durante la seconda guerra in Cecenia. La sentenza riguarda il bombardamento del villaggio ceceno di Aslandek-Sheripovo il 17 febbraio del 2000 ed è stata pronunciata oggi sul ricorso di 18 abitanti del villaggio, che durante il bombardamento rimasero feriti o persero i loro familiari.
L’aspetto più importante della vicenda è comunque l’ammissione da parte delle autorità russe, davanti alla Corte di Strasburgo, di aver violato i diritti umani durante le operazioni militari in Cecenia. Ammissione che è stata resa nota dalla stessa Corte nella sentenza di condanna. La Russia ha riconosciuto di aver violato il diritto dei 18 ricorrenti ceceni sia per aver fatto un uso ingiustificato della forza che per non essere stata capace di condurre un’inchiesta appropriata sul bombardamento del villaggio.
La sentenza della Corte di Strasburgo ha condannato le autorità russe a risarcire i ricorrenti con il pagamento di un milione, 160 mila euro
Nella sentenza emessa oggi i giudici di Strasburgo hanno stabilito che Mosca deve versare ai ricorrenti un milione e 160 mila euro.
Ricordiamo che la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo non è un’istituzione dell’Unione Europea, ma è stata istituita dalla “Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali” con il compito di farne osservare le norme sui diritti civili e politici ai Paesi che l’hanno ratificata, tra cui molti Paesi, come appunto la Russia, che non fanno parte della Ue. La Convenzione è stata firmata a Roma nel 1950 ed è entrata in vigore il 3 settembre 1953. La corte di Strasburgo è stata istituita nel 1959.
Redazione
