Questo sito utilizza cookie tecnici. Sono inoltre installati cookie tecnici di terze parti. Cliccando sul pulsante Accetto l'utente accetta l'utilizzo di tutti i cookie.

Ricercatori dell'Università di Edimburgo (Scozia) e dell'Università Keio (Giappone) hanno sequenziato il DNA di due specie di tardigradi, scoprendo nuove informazioni sui geni che li rendono così speciali e resistenti. I tardigradi, infatti, conosciuti anche col nomignolo di “orsi d'acqua” per il loro aspetto goffo e bizzarro, sono minuscoli organismi – arrivano al massimo a 1,5 millimetri – noti per la loro incredibile sopportazione alle condizioni estreme.

Non a caso un recente studio dell'Università di Oxford ha suggerito che, in caso di immensa catastrofe astronomica sulla Terra, essi sarebbero gli unici a sopravvivere sino alla “morte” del Sole.

Per capire quanto sia eccezionale la loro resistenza, basti pensare che i tardigradi possono sopravvivere in un range di temperature tra i – 200° centigradi e i 150° centigradi; rinchiusi in un blocco di ghiaccio; esposti al vuoto dello spazio; senz'acqua per decenni; nell'alcol bollente; sottoposti a pressioni immense (di varie volte superior a quella sperimentabile nella Fossa delle Marianne) e bersagliati da radiazioni mille volte più potenti di quelle che ucciderebbero un uomo. Insomma, sono praticamente “immortali”, ed è per questo che gli scienziati sono interessati alla loro biologia da decenni.