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Categoria: Notizie
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Pubblicato: 05 Giugno 2017
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A differenza di X Factor, The Voice e The Winner Is, Amici è un’accademia. Se arrivi alla fase del serale senza aver avuto contatti con i ragazzi è possibile che sia difficile relazionarti sul percorso didattico. Credo sia successo questo. Penso che Morgan abbia attivato il meccanismo che attivava a X Factor: ‘ti do un pezzo fighissimo’ – lui in questo è eccezionale – ‘lo riarrangiamo e vediamo cosa ne viene fuori’. Questo lo puoi fare a X Factor.
Noemi ad ogni esibizione cambiava immagine, stile, capelli, non la riconoscevo più. Ad Amici, invece, c’hanno i pigiami e le tute, si lavora sulla personalità interiore, artistica. Di Morgan ho molta stima come artista – che è un parolone che io dico difficilmente. Credo sia entrato in una situazione molto strutturata e non sia riuscito a inserirsi in quella fase. La cosa più difficile è capire la psicologia dei ragazzi, che già dalla prima settimana sono davanti a milioni di spettatori. Per lui può essere una caxxata, ma pensa a cosa vuol dire che ti guarda il paese, la fidanzata, il prete, tua madre, tuo padre, gli amici, i compagni di scuola… Hanno il terrore di sbagliare, il terrore! Nella fase del serale – quando i ragazzi hanno capito come muoversi – non puoi destabilizzarli. Panico? È un’altra cosa, ad Amici il panico dipende dalla paura di sbagliare, di essere eliminato, di fare il duetto con la Mannoia e non averne la forza
