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Veterinari dell'Università di Aberdeen e del The Scottish Marine Animal Stranding Scheme, un ente che si occupa di cetacei, hanno individuato nel grasso di un'orca livelli di inquinanti cento volte superiori rispetto alla soglia di tossicità tollerata dai mammiferi marini. Il dato rende la sfortunatissima Lulù, deceduta nel gennaio 2016 dopo essere rimasta impigliata in una rete da pesca, molto probabilmente l'animale più contaminato del pianeta.

Gli inquinanti rilevati dai ricercatori sono i famigerati policlorobifenili, meglio conosciuti con la sigla PCB, composti organici banditi sin dagli anni '70 negli Stati Uniti per la loro incredibile persistenza ambientale.