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Pubblicato: 16 Gennaio 2017
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Un team di ricerca dell'Università di Yale ha modificato geneticamente alcuni topi attraverso virus e cellule cerebrali sensibili ai segnali luminosi, al fine di attivarne a comando l'istinto aggressivo e trasformarli di fatto in veri e propri killer. Il controverso esperimento è stato condotto per analizzare il rapporto tra il nucleo centrale dell'amigdala, una parte del sistema limbico del cervello deputata al controllo delle emozioni, gli istinti predatori degli animali e l'input sensoriale che spinge la mascella a serrare i denti.
Gli scienziati, coordinati dal dottor Ivan de Araujo, professore associato di psichiatria presso l'ateneo americano, hanno utilizzato una tecnica di optogenetica per introdurre proteine fotosensibili nel cervello degli animali, ai quali sono stati successivamente impiantati dei tubicini sul cranio per convogliare il segnale di luce direttamente sull'amigdala. Nel video pubblicato si osservano grossi topi che aggrediscono con veemenza finti artropodi radiocomandati, non appena viene inviato l'impulso di luce azzurra: “Quando stimoliamo i neuroni – ha sottolineato il ricercatore – è come se ci fosse una preda di fronte all'animale. I topi assumono la postura del corpo e i comportamenti tipicamente associati con la caccia vera e propria”.
Il team del professor Araujo è riuscito ad attivare due tipologie differenti di neuroni, una legata all'inseguimento e alla persecuzione della preda, l'altra all'azione del morso finalizzato ad ucciderla: “Attivando solo il primo tipo – ha proseguito il coordinatore della ricerca – la forza della mandibola scendeva al 50 percento, e i topi non erano in grado di sferrare il morso fatale”. Ciò suggerisce il legame tra le cellule cerebrali dell'amigdala e il controllo dei muscoli della mascella. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Cell.
[Immagine di Yale University]
Fonte | scienze.fanpage.it