Questo sito utilizza cookie tecnici. Sono inoltre installati cookie tecnici di terze parti. Cliccando sul pulsante Accetto l'utente accetta l'utilizzo di tutti i cookie.

Statuario, slanciato e simmetrico. Ma anche nudo. Troppo, almeno per Facebook. Così, ancora una volta, il social network di Mark Zuckerberg è tornato a censurare un'opera d'arte perché troppo esplicita. A finire al centro della polemica questa volta è uno dei simboli di Bologna, il Nettuno che sovrasta l'omonima fontana in piazza del Nettuno. Secondo la scrittrice Elisa Barbari, che sul suo profilo ha raccontato la particolare vicenda, il social network avrebbe censurato l'immagine della statua perché troppo esplicita.

"Volevo sponsorizzare la mia pagina" scrive la Barbari, "ma a quanto pare per Facebook la foto del nostro Gigante è un contenuto esplicitamente sessuale che mostra eccessivamente il corpo o si concentra su parti del corpo senza che sia necessario. Il Nettuno? Robe da matti!". L'inconveniente nasce dalla volontà di pubblicizzare la pagina amministrata dall'autrice utilizzando proprio un'immagine del Nettuno visto di spalle, perché, come recitava il testo che accompagnava la fotografia, il focus sarebbe stato sulle "storie, curiosità e scorci di Bologna". In poco tempo, però, il social network ha rifiutato la sponsorizzazione definendo il contenuto troppo esplicito.