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Si è da pochi giorni conclusa l'operazione Avalanche che pone fine ad uno dei network cybercriminali più grandi del mondo che ha coinvolto 39 provider portando alla disattivazione di 221 server e alla chiusura di più di 830.000 domini web. Le operazioni sono state coordinate da Europol ed Interpol ed hanno coinvolto l'Fbi e le polizie informatiche di 30 Paesi. Le indagini su questo gruppo di cybercriminali sono partite oltre quattro anni fa alla polizia tedesca ed ha portato a scoprire una rete cloud in grado di distribuire virus come malware, ransomware ma anche campagne di phishing ed utilizzata spesso per il riciclaggio di denaro sporco.

Come spiegato sul sito ufficiale dell'Europol, l'organizzazione criminale internazionale affittava la piattaforma a gruppi di malintenzionati per diffondere attacchi massivi a livello globale tramite codici malevoli. Stando ai dati rilasciati dalle forze dell'ordine ogni giorno il network del gruppo Avalanche coinvolgeva più di 500.000 computer infetti sparsi in tutto il mondo. Per evitare di venir rintracciati i responsabili del servizio utilizzavano sofisticate tecniche in grado di garantire l’anonimato: ogni giorno venivano acquistati nuovi domini con IP e DNS cambiati ogni pochi minuti.

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