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in foto: Rappresentazione artistica dell'impatto di Rosetta sulla cometa (Immagine ESA/ATG medialab)

Non si accontenterà di una caduta qualunque Rosetta per portare a termine la sua storica missione: il prossimo venerdì 30 settembre, quando inizierà la discesa in direzione della superficie della "sua" cometa, raggiungerà un altro dei numerosi obiettivi pianificati (e raggiunti).

Rosetta orbiterà sempre più vicino alla 67P/Churyumov-Gerasimenko, fino a toccarne la superficie, raccogliendo nuovi dati che – c'è da giurarci – forniranno materia alla letteratura scientifica dei prossimi anni.

Il suo lungo viaggio, iniziato nel lontano 2004, finirà sul lobo più piccolo della cometa, nella regione di Ma'at, selezionata dagli scienziati perché ricca di crateri in attività dai quali hanno origine i getti di materiale. Si tratterà – come dicevamo – di una fine, poiché la sonda, una volta atterrata, non comunicherà più con la Terra e non svolgerà ulteriori operazioni: anzi, secondo gli scienziati, è verosimile immaginare un atterraggio non particolarmente morbido, considerando che Rosetta non ha sistemi di bordo pensati per l'ancoraggio a terra.

Nella sua discesa, Rosetta osserverà da vicino le pareti dei profondi crateri di Ma'at e si soffermerà, in particolare, su una zona adiacente ad un ampio cratere chiamata Deir el-Medina: da qui potrà inviare dati agli scienziati su strutture che potrebbero risalire all'epoca della formazione della cometa e, quindi, all'infanzia del Sistema Solare e sui mattoni che hanno portato alla formazione dei corpi che lo popolano.

Dall'European Space Agency hanno già disposto la possibilità di seguire l'evento "dal vivo" attraverso lo streaming, con il clou previsto nella mattinata di venerdì: l'ultima marcia trionfale della prima missione che ha portato qualcosa di umano su questi affascinanti oggetti del Sistema Solare, da molti ritenuti i responsabili della vita sul nostro Pianeta.

Fonte | scienze.fanpage.it