
Un team di ricerca internazionale coordinato dal Wyss Center for Bio and Neuroengineering di Ginevra (Svizzera) ha messo a punto una tecnologia in grado di ‘leggere la mente' attraverso l'analisi dei livelli di ossigeno presenti nel sangue del cervello, permettendo la comunicazione anche ai malati con sindrome locked-in, una condizione clinica nella quale si è coscienti ma totalmente paralizzati. Il dispositivo utilizzato, seppur estremamente acerbo dal punto di vista delle opzioni offerte, ha dato modo a quattro malati di SLA di tornare a ‘parlare' con i propri famigliari dopo anni di assoluto silenzio in un lettino d'ospedale.




