
Un team di ricercatori dell'Università dell'Alabama di Birmingham (Stati Uniti d'America) ha scoperto un nuovo tassello del puzzle che lega il morbo di Parkinson, una patologia neurodegenerativa, alla flora batterica intestinale, suffragando i recenti studi che hanno messo in correlazione i batteri con la cosiddetta paralisi agitante. Dalle analisi condotte dagli studiosi, coordinati dal professor Haydeh Payami, docente presso il Dipartimento di Neurologia dell'ateneo americano, è emerso che i malati di Parkinson, oltre a possedere sostanziali differenze nel numero e nelle tipologie di batteri intestinali, hanno una flora batterica che risponde in maniera differente ai trattamenti farmaceutici e alla rimozione di inquinanti ambientali dall'organismo.



