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Sebbene sia l'organo più importante del nostro organismo, il cervello umano presenta ancora oggi numerosissimi meccanismi oscuri, molti dei quali probabilmente rimarranno un mistero anche con l'evoluzione delle scienze mediche e della tecnologia. Nella nostra specie le funzioni cerebrali si sono evolute così tanto da riuscire a distinguerci sostanzialmente dagli altri animali, per capacità di analisi, problem solving, linguaggio e autocoscienza, ovvero la coscienza di sé, una caratteristica che hanno mostrato di avere solo poche altre specie, come i primati antropomorfi, alcuni cetacei (delfini e orche) e gli elefanti.

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Navigare sul web significa dover fare inevitabilmente i conti con i Captcha, i codici di sicurezza generati in maniera automatica necessari ad identificare la persona davanti allo schermo come un umano e non come un bot. Nel tempo questi sistemi di identificazione hanno però velato la loro macchinosità: nel 2017 è assurdo dover digitare una parola generata casualmente solo per far capire ad un software che chi sta digitando le lettere è un umano.

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Qualche mese fa lo studente inglese della Stanford University Joshua Browder inventò un bot in grado di evitare di far pagare le multe nelle città di New York ed altre metropoli americane, uno strumento che in pochi mesi è riuscito a portare a termine oltre 250mila consulenza legale con un tasso di efficacia superiore al 60%, simile a quello di un avvocato tradizionale.

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Se siete stati o siete tuttora giocatori di Dungeons & Dragons, il popolare gioco di ruolo fantasy da giocare con carta e matita, probabilmente sarete sommersi da scartoffie, fogli e pedine varie. Presto, però, tutto questo finirà: Wizards of the Coast, l'azienda che detiene i diritti del gioco, ha infatti annunciato l'arrivo di una nuova applicazione che si propone come uno strumento digitale utile per gestire le partite sia dal punto di vista dei giocatori che da quello del "Master", cioè la figura che gestisce tutto ciò che succede nel gioco a livello di trama.

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Punti neri esplosi, schiacciati e ripuliti in tutti i modi: i video che vedono protagoniste queste formazioni che si sviluppano sulla nostra pelle hanno conquistato il popolo del web. La regina di questi contenuti è forse la Dottoressa Sandra Lee che attraverso il suo canale YouTube ci ha portati nell'affascinante mondo della dermatologia. Ma cosa sono i punti neri? E perché non riusciamo a smettere di guardarli?

Comedoni, nome in codice ‘Punti neri'

Li chiamiamo ‘punti neri' ma ci sbagliamo sia perché il loro vero nome è comedoni, sia perché esistono anche di ‘punti bianchi'.

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