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Il NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), l'agenzia federale statunitense che si occupa di meteorologia e oceani, dopo accurate analisi condotte con la collaborazione di altri enti ha determinato che quest'anno la “Zona Morta” nel Golfo del Messico avrà un'estensione pari a 13mila chilometri quadrati, più o meno quanto lo Stato del New Jersey.

Leggi tutto: La Zona Morta del Messico continua a crescere: cos’è e perché è pericolosa per noi

Il noto motore di ricerca Google permette agli utenti di segnalare la presenza di eventuali cartelle mediche da cancellare dai risultati di ricerca. A diffondere la notizia è la redazione del portale Bloomberg che ha notato una modifica alla pagina dedicata alla politica di rimozione dei contenuti fra i dati che Big G "potrebbe eliminare".

Insieme alle informazioni relative alla sicurezza sociale negli Stati Uniti, il codice identificativo dei contribuenti in Argentina, i numeri di conto corrente, i dati delle carte di credito, la firma digitale e le foto di atti sessuali espliciti o di nudo condivise senza il consenso dei soggetti, ora anche le cartelle mediche fanno parte della lista dei contenuti che possono venir rimossi da Google. Tuttavia si evidenzia che questi contenuti non saranno eliminati automaticamente dal team del colosso di Mountain View ma solo su richiesta dei diretti interessati.

Alcuni dottori, proprio per evitare che i dati dei pazienti finiscano in Rete, hanno da tempo iniziato ad utilizzare servizi cloud basati in Europa, dove le regole sulla privacy sono ben chiare. In passato, ad esempio, i risultati di 43mila pazienti di un laboratorio di ricerche in India sono finiti online, mettendo a rischio la privacy di numerosi utenti.

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I ricercatori stanno cercando di sviluppare un farmaco in grado di eliminare, in maniera selettiva, i brutti ricordi così da ridurre (e cancellare) gli effetti negativi di un'esperienza traumatica che può portare ansia. Lo studio, intitolato “Selective erasure of distinct forms of long-term synaptic plasticity underlying different forms of memory in the same postsynaptic neuron” e pubblicato su Current Biology, ha preso in esame un genere di molluschi chiamato Aplysia che mostra, a livello di memoria, alcune similitudini con l'essere umano, ma vediamo quali.

Leggi tutto: Cancellare i brutti ricordi per superare i traumi: l’esperimento che punta al farmaco

Il gruppo di Anonymous avrebbe messo in circolazione un video in cui si sostiene che la Nasa sarebbe in procinto di annunciare la scoperta di vita aliena, addirittura in un esopianeta. La news non ha tardato a finire online nei siti delle principali testate italiane. Qualcosa però non torna. Nel filmato in questione vengono inseriti anche avvistamenti ufologici di dubbia credibilità, che non superano la minima analisi fotografica.

Leggi tutto: La Nasa ha stanato gli alieni? Falso, ma ora si punta su Encelado

Un team di ricerca della Scuola Nazionale di Veterinaria di Tolosa (Francia) ha scoperto che le tossine prodotte dalle muffe – le cosiddette micotossine – che crescono al chiuso all'interno degli edifici, possono creare un vero e proprio aerosol di microparticelle respirabile dagli occupanti dell'ambiente. Gli studiosi, coordinati dal professor Jean-Denis Bailly, docente di Igiene alimentare presso l'ateneo francese, suggeriscono che l'inalazione di tale aerosol potrebbe essere alla base della cosiddetta “Sindrome dell'edificio malato”.

Leggi tutto: La muffa sulle pareti di casa fa male: sintomi della sindrome dell’edificio malato