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Sono stati da pochi giorni pubblicati all'interno della rivista EPJ Data Science i risultati dello studio condotto da Christopher Danforth della University of Vermont e Andrew Reece della Harvard University che hanno presentato un software in grado di individuare i segni della depressione attraverso le foto pubblicate sui social network. Nel dettaglio l'applicazione sviluppata dai due ingegneri è in grado di percepire la presenza di segni di depressione con un'accuratezza pari al 70%, un risultato davvero straordinario se si pensa che un medico di medicina generale riesce a portare a termine una diagnosi corretta relativa alla depressione solo nel 42% dei casi.

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Il cervello delle donne è più attivo di quello degli uomini in determinate aree e questo spiega il perché di alcune malattie e delle differenze di comportamento tra maschi e femmine. A darci questa notizia sono i ricercatori che sul Journal of Alzheimer's Disease hanno pubblicato lo studio intitolato “Gender-Based Cerebral Perfusion Differences in 46,034 Functional Neuroimaging Scans”.

Leggi tutto: Il cervello delle donne è più attivo di quello degli uomini: come influenza il comportamento

La solitudine potrebbe ucciderci più dell'obesità, questo è quanto sostengono i ricercatori dell'American Psychological Association che hanno analizzato centinaia di studi sugli effetti della solitudine e dell'isolamento sociale raccolti all'interno della ricerca intitolata “Social isolation, loneliness could be greater threat to public health than obesity”. Ma come è possibile?

Solitudine e morte. In passato alcuni esperimenti estremi hanno dimostrato come la mancanza di contatto umano potesse addirittura uccidere i neonati, senza contare che tra le punizioni più pesanti ancora oggi, ad esempio in carcere, viene applicato l'isolamento sociale.

Leggi tutto: Un mondo di uomini soli: la solitudine è un’epidemia che ci uccide, forse più dell’obesità

Il filmato rilanciato recentemente da diverse testate e canali YouTube potrebbe anche apparire plausibile, in fondo gettare un elettrodomestico acceso mentre si sta facendo il bagno non è mai una buona idea, anche sapendo che l'acqua in sé non è affatto un conduttore elettrico è altrettanto vero che saranno i sali disciolti in essa a fare il "lavoro sporco". Tuttavia la spettacolarità delle immagini potrebbe farci sospettare di vedere un filmato rielaborato in digitale, eppure non vi sono segni di video-ritocco in questo video, divenuto ormai virale.

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Uno studente londinese di 22 anni ha sviluppato una soluzione che potrebbe portare a risparmiare fino a 45mila tonnellate di CO2 nel solo Regno Unito. L'idea di Dylan Knight, questo il nome dello studente che ha realizzato il progetto all'Università di Nottingham Trent (NTU) in collaborazione con il professore di ingegneria Amin Al-Habaibeh, nasce come progetto finale di studio per la società Tochi Tech e si basa su un trucco semplice quanto geniale legato alle lavatrici.

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