Non si arresta la nuova ondata di proteste in Egitto, dove i sostenitori filo-islamisti del deposto presidente Mohamed Morsi sono tornati a manifestare contro la legittimità del governo provvisorio.
Il bilancio degli scontri tra manifestanti pro-morsi e i sostenitori del nuovo governo sostenuto dai militari che si sono registrati ieri è salito ad almeno 50 morti e 268 feriti: secondo alcune fonti del ministero della salute, solo al Cairo sono morte 45 persone mentre altre cinque persone hanno perso la vita in diverse città situate a sud della capitale.
423 dimostranti sono stati arrestati ieri dalla polizia.
Una carneficina, considerata tra le peggiori dopo gli scontri del 14 agosto scorso quando le truppe sgomberarono gli accampamenti dei pro-Morsi al Cairo.
L’escalation delle proteste coincide con il quarantesimo anniversario della Guerra Arabo-Israeliana del 1973, conosciuta come Yom Kippur in Israele: un conflitto nel quale le truppe dell’allora presidente Anwar Sadat riuscirono a sopraffare le truppe israeliane nella regione del Sinai.
Redazione
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