
06/10/2013, 20:22
LAMPEDUSA- Sono state riprese oggi le operazioni di ricerca dei sommozzatori a Lampedusa e sono stati recuperati dal mare altri 70 corpi privi di vita dei migranti; il bilancio delle vittime del naufragio sale così a 181.
Verso le 13 sono arrivate le prime motovedette con i corpi. Ad attenderle sul molo, il ministro per l’integrazione Cecile Kyenge e il sindaco Nicolini, che per l’occasione hanno annullato la conferenza stampa che era stata prevista in precedenza.
Il ministro, viste le indagini intraprese contro i 155 superstiti, ha affrontato il tema caldo della riforma della Bossi Fini: "Ora metteremo sul tavolo di lavoro - ha dichiarato il ministro - strumenti per rivedere le norme sull’immigrazione e il reato di clandestinità. Spero che questa strage ci possa far riflettere sulla nostra posizione, sulle nostre frontiere, il nostro mare e soprattutto chiedere che questo dramma non deve essere affrontato da soli ma insieme all’Europa".
Il primo cittadino conferma anche la strategia scelta per il recupero del relitto: «Se tutto andrà bene, già oggi il barcone sarà portato in superficie con il suo carico di morte».
Aggiornamento delle 20.22 ( Flavia Stefanelli)- Salgono ad 84 i corpi recuperati recuperati nel corso della giornata nel relitto del peschereccio. Un numero che aumenta di ora in ora. Il bilancio ufficiale, anche se ancora provvisorio, della strage sale così a 195 morti.
"L'aspetto fondamentale - racconta Filippo Marini, comandante della guardia costiera - è il grande rispetto che i sommozzatori mostrano" in questa circostanza, "il pudore nell'abbracciare le salme e nel cercare di non deturparle. C'è una grande commozione". Un sub che oggi è sceso sott'acqua davanti a Cala Croce descrive, stravolto, quel che ha visto durante l'immersione in un racconto straziante e raccapricciante: "Nella stiva del peschereccio sono tutti attaccati uno con l'altro, ognuno avrà non più di 30 centimetri di spazio, lì ci sono pile di uomini e donne che dobbiamo tirare fuori a uno a uno".
| di
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Riproduzione riservata © |