Questo sito utilizza cookie tecnici. Sono inoltre installati cookie tecnici di terze parti. Cliccando sul pulsante Accetto l'utente accetta l'utilizzo di tutti i cookie.

 Stampa 

Navy Seals Usa ( George R. Kusner/U.S. Navy/Getty Images)

Un duplice attacco lampo dei Navy Seals, le truppe speciali d’assalto Usa, è stato messo a segno in Libia e Somalia. In Libia i militari statunitensi hanno catturato un importante dirigente di Al Qaeda, Nazih Abdul-Nahob al-Ruqai, conosciuto come Abu Anas al-Liby. L’uomo è accusato di essere la mente dietro agli attacchi terroristici che colpirono le ambasciate statunitensi in Kenya e in Tanzania, il 7 agosto del 1998, e che provocarono la morte di 224 persone.

L’operazione è stata condotta dai Navy Seals insieme a Cia ed Fbi. Abu Anas al-Liby è stato catturato mentre si trovava per le strade di Tripoli, ora si trova sotto la custodia americana. Il terrorista, che nel 2000 era stato incriminato da una corte di New York per i due attentati in Kenya e Tanzania, era tra gli uomini più ricercati degli Stati Uniti e su di lui pendeva una taglia di cinque milioni di dollari. Le autorità libiche sono state informate dell’operazione militare, contrariamente a quanto accadde in Pakistan quando il due maggio del 2011 Osama Bin Laden fu ucciso dagli stessi Navy Seals ad Abbottabad. Il terrorista Abu Anas al-Liby, 49 anni, è sospettato di essere stato uno stretto collaboratore di Osama Bin Laden. Era rientrato in Libia, dopo un lungo esilio in Iran, dopo che il suo Paese gli aveva concesso la grazia. L’uomo, riferiscono alcune voci, si trova ora in un “luogo sicuro fuori della Libia”, forse potrebbe essere stato portato nella base Usa di Sigonella, in Sicilia.

In Somalia, invece, i Navy Seals hanno attaccato i miliziani islamisti Shabaab, anch’essi legati ad Al Qaeda, che oltre ad essere responsabili di numerosi attentati sanguinari nel Paese avevano rivendicato l’assalto al centro commerciale Westgate di Nairobi, in Kenya, dl 21 settembre scorso, in cui hanno perso la vita decine di persone di diverse nazionalità. L’operazione militare è stata messa a segno nella città di Barawe, a sud di Mogadiscio, con le forze speciali d’assalto Usa che sono arrivate dal mare, supportati da alcuni elicotteri. Il blitz ha dato luogo ad un lungo scontro a fuoco con gli Shabaab. Sono stati uccisi diversi miliziani somali, ma non è chiaro se tra loro ci sia anche il loro leader, Mukthar Abu Zubery noto anche con il nome di Godane, perché i Navy Seals si sono dovuti ritirare dopo un’ora di combattimenti. Si tratta comunque del raid più importante in Somalia, dopo quello di quattro anni fa, in cui venne ucciso Saleh Ali Saleh Nabhan, una delle menti di Al Qaida. Stando a quanto riferisce una fonte ufficiale anonima al New York Times, la stessa che ha rivelato al quotidiano il compimento dei due blitz, nessun militare impegnato nelle operazioni è rimasto ucciso né ferito.

Stando ad indiscrezioni della Cnn, la squadra dei Navy Seals intervenuta in Somalia sarebbe la stessa che condusse il raid contro Osama Bin Laden: il Team Six.

I due blitz, compiuti nella notte tra venerdì e sabato scorsi, dopo le indiscrezioni circolate sulla stampa statunitense sono stati confermati dal governo di Washington. Il Segretario di Stato Usa, John Kerry ha commentato: “Ci auguriamo che questo metta in chiaro che gli Stati Uniti non fermeranno mai i loro sforzi affinché chi compie atti di terrorismo sia chiamato a risponderne“. E ha concluso: “I membri di Al Qaeda e di altre organizzazioni terroristiche possono fuggire, ma non possono nascondersi”.

Redazione

Fonte | mondo.direttanews.it