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Psicologi dell'Università del Kent (Regno Unito) hanno dimostrato che la paura degli oggetti e delle immagini con raggruppamenti di fori, la cosiddetta “tripofobia”, scaturisce da un'intensa avversione nei confronti di parassiti e malattie infettive. Conosciuta anche come ‘fobia dei pattern ripetitivi', questa condizione non è inclusa nel “Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders” dell'American Psychological Association, un manuale dove sono elencate tutte le fobie ufficialmente riconosciute dalla scienza, ciò nonostante essa è estremamente diffusa e con l'avvento di internet moltissime persone hanno scoperto di soffrirne.

Sino ad oggi i ricercatori ritenevano che essa rappresentasse un'eredità dei nostri antenati, che vivevano a strettissimo contatto con la natura. In pratica, la tripofobia sarebbe sorta da una risposta repulsiva ai pattern presenti su animali velenosi – come i serpenti – o magari ai nidi di pericolosi calabroni. Insomma, era un modo per tenersi alla larga dal pericolo, come indicato in uno studio del 2013 chiamato “Fear of Holes” e condotto nel 2013 dall'Università di Essex.