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Grazie alla segnalazione di uno scienziato olandese, il dottor Stef Lhermitte, la NASA ha documentato una nuova ed enorme crepa nel ghiacciaio Petermann, il più grande della Groenlandia e dell'intero emisfero settentrionale, evidenziando il rischio di una colossale spaccatura. La scoperta è stata fatta mentre lo studioso della Delft University of Technology stava analizzando le immagini dell'area scattate dai satelliti Sentinel-2, inseriti nel programma Copernicus dell'ESA per il monitoraggio del nostro pianeta.

Scorrendo i file si è imbattuto in una ‘linea' che non ricordava di aver già osservato in precedenza, così, dopo aver fatto i confronti con le immagini degli anni passati, ha deciso di pubblicare su Twitter alcuni documenti, coinvolgendo la NASA che è impegnata in zona con la missione Operation IceBridge.

Dopo i sorvoli di sopralluogo è stata confermata l'esistenza della crepa, che preoccupa gli scienziati per due ragioni ben precise. La prima è che crepe di questo tipo solitamente si formano ai bordi dei ghiacciai, mentre in questo caso si è generata al centro, suggerendo che lo strato di ghiaccio si stia assottigliando in maniera drammatica. La seconda è che essa potrebbe congiungersi con un'altra crepa evidenziata negli anni precedenti, scatenando la formazione di un iceberg immenso che potrebbe essere liberato nel Mar Glaciale Artico. “La piattaforma sta lentamente e inesorabilmente cadendo a pezzi”, ha commentato il professor Eric Rignot, esperto di scienze della Terra presso la NASA e docente all'Università della California di Irvine