Questo sito utilizza cookie tecnici. Sono inoltre installati cookie tecnici di terze parti. Cliccando sul pulsante Accetto l'utente accetta l'utilizzo di tutti i cookie.

 Stampa 

“Abbiamo dimostrato che è possibile realizzare ciò che molte persone ritenevano impossibile”. È con questa frase sibillina che il CEO di SpaceX, Elon Musk, ha celebrato in diretta lo storico risultato ottenuto con l'ultimo lancio della ‘sua' creatura, in seno alla missione SES-10. Il primo stadio del razzo lanciatore Falcon-9, già utilizzato in passato, infatti non solo ha eseguito nuovamente e correttamente il proprio compito da propulsore, ma è anche atterrato con precisione chirurgica sulla piattaforma robotica galleggiante che lo attendeva nell'Atlantico, rendendosi disponibile per i prossimi lanci dopo i test di rito.

33361035200_6ed82b61cc_z

La missione, come si dice in gergo, è stata da manuale e tutti gli obiettivi sono stati raggiunti nei tempi prestabiliti. Il liftoff, ovvero il decollo verticale, è avvenuto alle 18:27 ora locale (mezzanotte e 27 minuti di oggi, in Itlia) dalla storica piattaforma 39A (LC-39A) del Kennedy Space Center della NASA, e il primo stadio si è separato dopo un minuto e 38 secondi come da programma. Dopo alcuni minuti di volo inerziale i motori Merlin 1D sono di nuovo entrati in funzione per la manovra di atterraggio, completata a 8 minuti e 32 secondi dal decollo dalla piattaforma in Florida, dalla quale in passato partirono le celebri missioni Apollo. Il primo stadio si è così adagiato una seconda volta sulla chiatta robotica ‘Of Course I Still Love You' posizionata al largo di Cape Canaveral.