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Alessandro Cattelan non sbaglia mai, non ha mai un’esitazione nella memoria, non gli si impasta mai la bocca, non starnutisce, non gli va mai del pulviscolo in gola, non produce catarro, fluidi corporei, reflussi gastroesofagei. Mai una papera, è lui che suggerisce al gobbo cosa deve scrivere. Non è un uomo, è “io Robot”. Il problema è che finché “io Cattelan” segue un copione prestabilito va tutto bene, quando una qualunque delle tre leggi della robotica (i giudici giudicano, i cantanti cantano, il pubblico applaude) vacilla, lui va in tilt.

Un concorrente annuncia in diretta che si ritira dalla gara perché non si passa dalla pubblicità delle patatine alla commemorazione funebre e lui anziché sfancularlo o difendere il suo programma ci manca poco che gli chiami un taxi. Arisa viene fischiata selvaggiamente dal pubblico e lui anziché invitare i cafoni a tacere, comincia a balbettare frasette democristiane alla platea finché non osa con un impavido: “Arisa non ha tutti i torti eh”. Insomma, va bene essere super partes, ma non si può essere eternamente super-cagasotto. Detto ciò, si potrebbe anche assolverlo per tutto, ma il suo aver detto : “I cantanti hanno performato” lo rende indifendibile.

Fonte | spettegola.com