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Il 20 ottobre è nel mondo la Giornata dell'Osteoporosi, 24 ore dedicate all'approfondimento della conoscenza di una condizione clinica che interessa sia gli uomini che le donne e che colpisce le nostre ossa al punto da renderle molto fragili. Vediamo insieme cos'è l'osteoporosi, come si diagnostica e previene e come si cura.

Cos'è l'osteoporosi.

L'osteoporosi è una condizione clinica caratterizzata da una riduzione della massa ossea, in pratica dell'osso stesso, e da un'alterazione della sua architettura, quindi proprio della qualità.

Il deterioramento dell'osso lo rende più a rischio fratture, in particolare le zone più colpite sono l'anca, la colonna vertebrale (toracica e lombare), il polso e la spalla. Esistono due tipologie di osteoporosi

La schiuma che ripara l'osteoporosi

Sintomi dell'osteoporosi.

L'osteoporosi viene molto spesso diagnosticata in seguito ad una frattura avvenuta, magari, da un trauma lieve, questo è dunque il sintomo più evidente.

Diagnosi dell'osteoporosi.

L'incidenza della malattia aumenta con il passare degli anni e riguarda una donna su tre e un uomo su cinque, nell'arco della vita. Per diagnosticarla ci si può sottoporre a test specifici, come il MOC (mineralometria ossea computerizzata)e il DXA (Dual Energy X-ray Absorptiometry) che analizzano la densità ossea del paziente.

Curare l'osteoporosi.

Il Ministero della Salute fa sapere che esistono diverse tipologie di trattamenti utile a gestire l'osteoporosi, tra questi

Secondo un recente studio invece potrebbero bastare due minuti di "saltelli" al giorno per rinforzare le ossa e ridurre il rischio di fratture.

Fonte | scienze.fanpage.it